mercoledì 13 settembre 2017

Credenza: la percezione di noi stessi



Cosa sono le Credenze?

Sono un'idea che possiede la mente. Se pensiamo bene a come è scritta
questa frase possiamo leggerla anche come "un'idea che lega la nostra mente
alla nostra identità". 

Sì perchè, nel bene e nel male, spesso la credenza verso noi stessi
è legata anche alla nostra identità ed è spesso difficile cambiare
la percezione basata su quel pensiero.

La credenza è la convinzione verso qualcosa, o qualcuno, che ci influenza. 

E la base del pregiudizio verso gli altri e della disistima o autostima
nei confronti di noi stessi.

Faccio un esempio:

Prendiamo una bambina di nome Sara, che inizia la scuola:
il suo primo giorno di scuola è felice ed entusiasta per la nuova esperienza.
A scuola ci sono diverse materie e a lei piacciono tutte, perché è aperta
a tutte le novità.

Con il tempo comincia a fare degli errori in matematica, il grado di difficoltà
aumenta e lei fa fatica.
In più, la maestra e i genitori la sgridano o la incitano a fare meglio e a stare più
attenta quando fa quella materia.

Cosa accade nella sua testa e nella percezione verso se stessa?

Comincia a pensare che quella sia una materia difficile, che lei non è brava,
che non è portata, e alla fine diventa indifferente verso i voti negativi e
la materia non le piace più.

Questo atteggiamento si chiama, in psicologia, "Incapacità appresa":
Sara ha "imparato a non sapere fare" matematica e su questa incapacità,
con il passare del tempo, lega la sua identità.

L'incapacità appresa mette in atto 3 comportamenti: 

  1. Personale: legata all'identità
  2. Persistente: si pensa che la situazione non cambierà
  3. Pervasiva: che riguarda ogni ambito della vita ("Non sono bravo a fare nulla")  

Se questa credenza (o credenze) è negativa, i ragazzi, ma anche gli adulti,
mettono in atto una strategia per sfuggire a questo "dolore": indifferenza, rabbia, 
noia o resa. 

Se questa credenza è positiva i riferimenti sono piacevoli e aiutano la crescita. 

Per riuscire a cambiare la credenza negativa è utilissimo ricordare a nostro figlio,
nostra figlia o a noi stessi, fatti ed azioni positive del passato e che ciò che non si sa,
o non si sa fare, non va ad incidere su chi siamo.
Questo è onesto nei nostri confronti ed è mentalmente potente e positivo.

Cominciare a parlare con parole positive, incoraggianti e di fiducia:
è la chiave per insegnare  ai nostri ragazzi, e a noi,
le credenze positive, e per costruire una solida base di autostima!

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