Tempo fa ho letto un'interessante domanda, tratta dal libro
di Tony Robbins, che riguarda la modalità con cui affrontiamo
generalmente un problema.
"Cosa c'è di interessante in questo problema?".
Avete mai pensato a questa prospettiva?
L'aggettivo "interessante" riferito alla parola "problema" potrebbe
sembrare quasi un ossimoro! :-)
Questa domanda, invece, cambiando prospettiva,
apre un mondo di possibilità ed ha una verità nascosta rivelatrice!
Nella nostra società ci insegnano (anche involontariamente) fin da bambini che
i problemi sono spesso un ostacolo da affrontare con sofferenza e preoccupzione,
o da evitare del tutto.
Cosa succede, poi?
Succede che, quando ci troviamo davanti una situazione complessa
o troppo difficile da superare, ci arrendiamo, pensiamo ad altro
e non affrontiamo quel problema.
Non affrontare il problemi è come un boomerang che ti ritorna indietro
e spesso, quando si ripresentano, sono persino ingigantiti e più complessi!
Vedere un elemento interessante nel problema stesso è una sorta
di sfida con noi stessi.
E' una sfida perchè, se la percepiamo non come una difficoltà
ma come una possibilità per migliorare, mettiamo in atto
una serie di idee creative, mettiamo da parte la pigrizia mentale
e cominciamo a pensare in modo differente.
Pensare in modo creativo e differente dalla routine quotidiana
ci fa sentire più vivi, più propositivi, ci apre moltissime possibilità
e visioni differenti sulla realtà.
E' questa la rivoluzionaria novità, ma questo modo di pensare
richiede un costante allenamento mentale e, una volta appreso questo modo
di ragionare, i risultati sono soprendenti!
Il problem solving è una forma di creatività: allena la mente a trovare soluzioni
ad un ostacolo e ci fa scoprire potenzialità
che non pensavamo di avere!
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